Il Tram per i Morti | Raffaele Galiero | 9791281735125
15,00 €
Titolo: Il Tram per i Morti
Autore: Raffaele Galiero
ISBN: 979-12-81735-12-5
Collana: I Vintura
Pagine: 168
Formato: 13×19
Uscita: 15/07/2024
Quarta di copertina
I testi presenti all’interno della raccolta Il Tram per i Morti e altri racconti nascondono al loro interno un cuore pulsante che parla di umanità, di sofferenza, di vita e di speranza, il tutto attraverso una scrittura ipnotica e coinvolgente, le cui parole, pagina dopo pagina, si trasformano fino ad assumere i contorni del luogo che ha dato origine allo scrittore e alla sua poetica, fino a rendere manifesta l’anima della città di Napoli.
Nota biografica dell’Autore
Raffaele Galiero nasce a Napoli nel gennaio del 1949. Ha lavorato per circa quarant’anni nel campo dell’informatica. Dopo la pensione, ha ripreso a studiare e si è trasferito a Cosenza, dove si è laureato in Comunicazione e DAMS. Nel 2015 ha conseguito una Laurea Magistrale in Linguaggi dello Spettacolo, del Cinema e dei Media.
Scrive poesie e racconti, si occupa di cinema e di teatro, settore in cui alcuni suoi lavori sono stati messi in scena con un buon riscontro. Ha partecipato a concorsi nazionali di letteratura, vincendo numerosi premi.
Alberto Moreni –
Un felice esordio nella narrativa, questo di Raffaele Galiero. Dieci racconti, oltre a quello – magistrale – che dà titolo al libro, vengono a comporre un delicato e malinconico intreccio di situazioni dove si muovono personaggi carichi di umanità, un’umanità per lo più sofferente e oppressa, radicata nella dura realtà del degrado urbano napoletano, ma a cui quasi sempre viene in soccorso qualche momento di speranza. Così – nel racconto La Pupata – Rosa, che “il mestiere lo faceva da cinque anni, cioè da quando se n’era andata via da casa”, lasciandosi alle spalle una situazione di aridità affettiva («Meglio si me murivi ncuorpo» le diceva sua madre) per precipitare in un incubo quotidiano di sfruttamento e violenza (“aveva sedici anni, ma si sentiva vecchia e desiderava la morte. […] ci pensava sempre più spesso, mentre Geppino la picchiava”), trova il suo paradossale riscatto in un delirio di identificazione con “una bambola a grandezza naturale […] di quelle che le donne dei bassi chiamavano pupata”.
Un’ironia gentile, che sa stemperare anche le situazioni più dolorose, è la cifra di questi racconti napoletani di Raffaele Galiero: il lettore difficilmente dimenticherà i protagonisti di Aettarrubba, La ricevuta di ritorno, La signora dal cappello blu, È tradizione, L’amore al tempo dei grembiulini neri e quella zia Mariuccia del racconto Il tram per i morti che “con i morti ci parlava da quando era piccola”.